Il luoghi dello speciale
Ho cercato di riassumere i luoghi che ho visitato in vari post, che trovate qui di seguito:
- Raggiungere Pirano e Portorose
- Pirano e Portose: turismo per tutti
- Pirano e il suo centro storico – parte 1 e parte 2
- La magia delle saline di Sicciole
- Una gita a Capodistria
Se come me avete deciso di passare qualche giorno a Pirano, sulla costa slovena, vi troverete a dover scegliere dove e cosa mangiare: non preoccupatevi però, perché in questa piccola cittadina le alternative non mancano.

Infatti basta fare quattro passi nel centro storico per capire che ci sono soluzioni per tutte le tasche: dalle trattorie tipiche (gostilna) ai ristoranti eleganti, forse l’unica cosa che manca sono i fast food – ma direi che questo è un bene! Di tutti i tipi di locali tenete d’occhio le gostilna : questi locali tipici sono contraddistinti da un marchio ufficiale, quindi in questi luoghi sarete sicuri di trovare ingredienti genuini e del luogo – privilegiando la filiera corta – e piatti cucinati secondo tradizione.
In ogni caso le specialità di questa terra sono tante e vista la vicinanza con l’Italia non mancano nemmeno pietanze per noi abbastanza conosciute e che non è difficile trovare nelle località vicine alla frontiera.
Qui mare, collina e montagna sono abbastanza vicine, quindi si può scegliere liberamente tra pietanze di mare e di terra e tra i piatti che non mancano su ogni menu troverete sicuramente:

Piazza I Maggio (Trg 1 Maja) o “piazza Vecchia” dove troverete vari locali con offerte diverse. il fritto di mare, con il pescato freschissimo di queste acque
- i salumi del carso
- i ćevapčići, le salsicce speziate che anche se originarie dei balcani sono diffusissimi in tutta la Slovenia e anche in alcune zone del Nord Est italiano.
- se poi siete in vena di spendere qualche euro in più potete gustare il famoso branzino di Pirano, magari cucinato al sale, la vera specialità di questa zona per la quale vi rimando al post di un’altra blogger che l’ha provato in prima persona
Nel mio caso per scegliere dove mangiare come sempre ho seguito la solita strategia: ho cercato di andare nei locali dove vedevo soprattutto gli abitanti del posto o comunque gli sloveni, e con un occhio al budget.

Così ho fatto due scoperte interessanti: la prima, seguendo anche il consiglio di Kristina, la guida che mi ha accompagnato tra Sicciole e Pirano, riguarda la piazza I Maggio o “piazza vecchia”; sul lato sinistro della piazza sotto un pergolato verdissimo vedrete due locali minuscoli:
- un’osteria dove potrete gustare vino locale e assaggiare il prosciutto crudo del carso e alcuni formaggi tipici sloveni in un’atmosfera veramente informale – e magari fare una partita a carte con qualche anziano Piranese
- una friggitoria dove servono piatti di fritto di pesce freschissimo – soprattutto calamari o gamberi – accompagnato da insalate o patate fritte
In entrambi i casi i prezzi sono ragionevoli (un piatto di pesce fritto costa in media 6-8 euro, le porzioni sono abbondanti), e dato che i due locali sono confinanti potete benissimo ordinare il cibo in uno e il vino nell’altro e se proprio non trovate posto di fronte ai locali potete sempre sedervi sulle sedie che sono al centro della piazza.

In questi due locali si servono piatti semplici e anche il fritto è molto leggero, quindi si tratta di una scelta che vi consiglio se volete mangiare un boccone al volo, all’aperto ma al riparo dal sole, prima di rimettervi in cammino.
Se invece dopo aver provato le specialità tipiche di questo tratto di costa volete sperimentare i sapori più decisi dell’area balcanica spostandovi solo di qualche passo, allora vi consiglio di fare due passi sul lungo mare, verso la fine del porto (praticamente di fronte alla stazione dei bus) dove c’è la mia seconda scoperta: un piccolo locale che serve cucina balcanica, il Sarajevo ’84. Il menu non è molto vario, ma vi consiglio di assaggiare i ćevapčići che qui vengono serviti in una specie di panino accompagnati da cipolle crude – vi avevo detto che si tratta di sapori forti.

A meno che non siate delle “buone forchette” o decisamente affamati il mio consiglio è quello di ordinare un piatto da dividere in due, perché in una porzione ci sono circa 10 ćevapčići (costo 5,80 euro). In ogni caso, anche se la carne non è nelle vostre corde, fermatevi qui per un caffé, non il solito espresso ma quello che in Italia chiameremmo “caffé alla turca” e che in realtà è bosanska kava o caffé alla bosniaca: vi vedrete servire la meraviglia che vedrete nella foto. Per berlo prendete prima un po’ di schiuma che vedete in superficie, poi versate il resto del caffé e nel caso zuccherate, poi gustatevi il vostro caffé insieme al lokum il dolcetto di origine turca a base di zucchero che renderà tutto più dolce.
Mappa
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potrei aggiungere al tuo elenco anche l’osteria “Pri Mari”, che si trova all’ingresso di Pirano: ottimo pesce a prezzi popolari!
Grazie mille per l’aggiunta Anna Maria 🙂