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Come ho accennato in un post precedente a Firenze è stata inaugurata da poco una “piccola grande mostra”: si tratta di da Boldini a De Pisis – Firenze accoglie i capolavori di Ferrara ospitata nei locali di Palazzo Pitti. In realtà si tratta di una parte di una mostra più ampia che si è “sdoppiata” per l’occasione tra la sede di Pitti e quella di Villa Bardini.

Tutte le opere esposte fanno parte del nucleo di capolavori del ‘900 conservati a Ferrara: a causa del terremoto la maggior parte di questi dipinti ha dovuto “traslocare” e per evitare di rinchiuderli in un magazzino sono stati ospitati da altre istituzioni.

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Pochi giorni fa ho avuto l’occasione di visitare la parte di esposizione ambientata appunto a Pitti: l’ho definita “piccola grande mostra” perché se da un lato le opere non sono molte – la mostra si articola infatti in due soli ambienti, tra la Sala del Fiorino e quella della Musica – si tratta di veri capolavori, che segnano il passaggio tra due momenti artistici e la transizione da un tipo di arte ancora figurativa, ad una più concettuale e meno legata alla rappresentazione del vero.

626In questo senso la giuntura tra le due epoche sembra rappresentata dalla bellissima Marina a Venezia di Boldini: fatta di pennellate leggere e tratti che sembrano quelli della calligrafia giapponese, questo piccolo quadro se da un lato si collega ancora allo stile usato dal pittore per ritrarre le grandi dame dell’alta società, dall’altro è già proiettato verso le suggestioni di pittori come de Pisis, le cui pennellate sono più evocative che descrittive.

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Da un lato della mostra quindi le opere ancora legate a un certo realismo: non solo Boldini – anche se in veste inedita con le sue nature morte (Un angolo della mensa del pittore e le mele calville) – ma anche Alberto Pisa (il Ponte di Charing Cross): più in là le forme pure del Bove di Carrà ci dicono che una stagione è finita, e che un’altra realtà è alle porte. Anche la durezza dei lineamenti della madre del carcerato di Pozzalli è in bilico tra una resa fedele del reale ed un uso più espressivo del mezzo pittorico.

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La mostra prosegue infatti con dipinti e sculture che sanno già di avanguardia: il tratto volutamente semplificato ed essenziale delle nature morte di de Pisis, nelle opere pittoriche di Achille Funi, nelle sculture di Zucchini e nelle tele – meno note al grande pubblico – di Roberto Melli.

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Un consiglio: anche se la mostra è piccola non fate l’errore di visitarla andando di fretta. Il biglietto infatti permette anche di visitare la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, una parte del Polo Museale spesso dimenticato da chi visita Firenze per la prima volta.

Infatti l’attenzione dei turisti si rivolge spesso all’arte medievale e rinascimentale, mentre molti dimenticano il ruolo svolto da Firenze nei secoli successivi. Qui infatti potrete ammirare opere di Fattori, Signorini, Medardo Rosso, gli stessi Boldini e De Pisis, Elisabeth Chaplin e molti altri artisti.

Dettagli

  • Quando: dal 19 Febbraio al 19 Maggio 2013
  • Dove: Palazzo Pitti, Galleria d’Arte Moderna, Firenze
  • Apertura: martedì – domenica 8.15 – 18.50 (ultimo ingresso alle ore 18.00), chiuso il lunedì

Didascalie immagini

  1. Giovanni Boldini, Marina a Venezia, 1909-1910, olio su tavola, Ferrara, Museo Giovanni Boldini
  2. Gli spazi espositivi, foto di C. Chimenti
  3. Alberto Pisa, Il ponte di Charing cross a Londra, 1901, olio su tela, Ferrara, Museo dell’Ottocento
  4. Filippo De Pisis, Strada di Parigi, 1938, olio su tela, Ferrara, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Filippo de Pisis”
  5. Roberto Melli, Paesaggio biblico, 1941, olio su tela, Ferrara, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Filippo de Pisis”
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