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Inaugurata oggi, 23 Marzo, Meta-Morphosis è la prima mostra antologica dedicata all’artista cinese Zhang Dali. A Palazzo Fava, Bologna, fino al 24 Giugno. 

Meta-Morphosis porta nella splendida cornice di Palazzo Fava una retrospettiva completa – ben 220 opere – di uno dei più importanti artisti cinesi contemporanei: Zhang Dali. Allo stesso tempo la mostra è un’occasione per ripercorrere la trasformazione storica, sociale ed economica della Cina degli ultimi trent’anni.

Non è un caso se proprio a Bologna si inaugura la prima antologica di Zhang Dali:  proprio qui l’artista decise di stabilirsi nel 1989, dopo aver lasciato il suo paese in seguito ai fatti di Piazza Tienanmen. Sarà un soggiorno molto prolifico, durante il quale Zhang Dali avrà modo di avvicinarsi alla graffiti art, che diventerà poi un tratto distintivo della sua arte.

La mostra è suddivisa in nove sezioni, che rappresentano altrettanti momenti dell’articolata produzione di Zhang Dali, che comprende non solo sculture  dipinti, ma anche fotografie e installazioni. Tutte le opere sono comunque unite da un unico fil rouge: la ricerca costante di un dialogo tra l’ambiente urbano e e l’elemento umano che si trova al suo interno.

Uno sguardo che Yu Ke, caporedattore del mensile Contemporary Artist e professore alla Sichuan Academy of Fine Arts, ha definito “realismo estremo”. La successione di queste opere rappresenta la vera Meta-morphosis, proponendo, una chiave di lettura per capire l’evoluzione di un paese complicato come la Cina, alle prese con una mutazione epocale.

In particolare la sezione “Dialogue and Demolition” Zhang Dali mostra i drastici cambiamenti urbanistici che hanno stravolto la Cina, cancellando le tracce del passato per far strada a una modernità inesorabile. Parallelamente si indagano anche i mutamenti sociali, con opere che si concentrano sulla vita dei cittadini alle prese con le sfide della globalizzazione. I cambiamenti sono quelli visibili sui corpi, come sugli edifici, rappresentati in tutta la loro complessità senza alcuna idealizzazione. Così i corpi dei contadini migrati dalle campagne alle città – una delle più grandi migrazioni della storia moderna – fanno da contrappunto agli edifici demoliti per far spazio a spazi moderni destinati solo a una élite.

L’arte di Zhang Dali è anche contraddistinta da un altro elemento unificante: la sperimentazione. L’artista cinese infatti non si limita a un solo mezzo espressivo. Se i primi lavori sono contraddistinti da un forte legame con l’arte tradizionale cinese – l’uso della carta tradizionale nel formato verticale – quelli successivi mostrano una ricerca costante del mezzo espressivo più adeguato. Così si passa dall’uso artistico di vecchie tecniche fotografiche – il cyanotipo – fino alle sculture in fibra di vetro, senza tralasciare il medium audiovisivo.

Il risultato è un viaggio suggestivo nella Contemporanea, attraverso gli occhi di uno degli artisti più rappresentativi di questo paese. Un punto di vista privilegiato, che mette in risalto tutte le contraddizioni di una parte di mondo che troppo spesso non riusciamo a decifrare.

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