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L’Opera di Santa Croce (Firenze) e il National Palace Museum (Taipei) portano per la prima volta in Italia l’arte di Giuseppe Castiglione grazie a una esposizione dal titolo “Nella lingua dell’altro. Lang Shining New Media Art Exhibition. Giuseppe Castiglione, gesuita e pittore in Cina.” La mostra, allestita nelle sale del Memoriale di Santa Croce a Firenze, si svolgerà dal 31 ottobre 2015 al 31 gennaio 2016

A Firenze non manca il materiale per creare mostre di alto profilo, anzi, ce n’è talmente tanto che a volte si fa fatica a seguire tutti gli eventi in calendario. Quello che invece a volte manca è un’idea forte, un progetto o un percorso che renda una mostra qualcosa di speciale. La mostra che è stata inaugurata il 31 Ottobre nella cripta di Santa Croce nasce proprio da un’idea forte: raccontare l’incontro tra la Cina imperiale e la cultura italiana ed europea tramite l’opera di Giuseppe Castiglione, un missionario gesuita che nel ‘700 acquisì una fama notevole come pittore alla corte imperiale di Pechino, ma pressoché sconosciuto in Italia.

La mostra mi ha colpita per vari motivi: per l’uso non banale della tecnologia, perchè parla di un personaggio di cui il pubblico italiano sa molto poco, e soprattutto perchè riesce a farlo in modo originale e non scontato. Inoltre si tratta di una mostra che prevede il coinvolgimento anche della comunità cinese, grazie a eventi ad hoc, e come ho scritto nella recensione dell’opera Il ragazzo del risciò, poche settimane fa, questa è una cosa che vorrei vedere più spesso.

Giuseppe Castiglione, gesuita e pittore in Cina

Arrivato a Pechino nel 1715, Giuseppe Castiglione era un “coadiutore temporale”, un membro laico della Compagnia del Gesù. Giunto in Cina come missionario, fratello Giuseppe restò alla corte imperiale come pittore per ben 51 anni, servendo tre imperatori mancesi della dinastia Qing. Durante la sua lunga permanenza il gesuita assunse il nome di Lang Shih-Ning e assimilò alla perfezione la cultura anche figurativa cinese, e allo stesso tempo introdusse in Cina alcuni elementi della pittura occidentale. Il risultato è la sintesi perfetta tra due mondi, stupefacente oggi come allora.

La mostra

Gran parte dell’opera di Castiglione è conservata presso il National Palace Museum di Taipei, e spostarli è complicato. In questa occasione sono infatti esposte riproduzioni a grandezza naturale e ad altissima definizione di alcuni dei pezzi più importanti. Il cuore della mostra è l’esperienza multimediale e interattiva costruita attorno alle riproduzioni: installazioni immersive, che portano letteralmente il visitatore all’interno dei dipinti, oppure che permettono di isolarne alcuni dettagli. Una macchina ben congegnata che permette di evidenziare il percorso stupefacente di Castiglione, e di come le sue opere rappresentino veramente un ponte tra Europa e Cina.

Già all’entrata il visitatore viene accolto da pannelli luminosi, dove al passaggio alcuni personaggi si animano per salutare in varie lingue. Sono i ritratti dei diplomatici che frequentarono la corte degli imperatori Qing nello stesso periodo in cui vi si trovava Castiglione. Nelle stanze successive sono proposte le riproduzioni di alcune delle opere più famose del pittore italiano: tra queste anche il Vaso portafortuna, che è l’immagine della mostra, con i suoi rimandi da un alto alle illustrazioni botaniche della tradizione cinese, dall’altro all’altrettanto consolidata tradizione occidentale delle nature morte.

Il visitatore che ancora non è rimasto conquistato dalla delicatezza dei colori e dalla raffinatezza del tratto di Castiglione, rimarrà sicuramente colpito dalle installazioni che seguono. In una delle sale il è riprodotto in scala ridotta il dipinto dei 100 cavalli  – un’opera che nella versione originale misura ben 7 metri – insieme alla sua versione animata, dove i magnifici animali prendono. Poco più in là nell’installazione The immortal blossoms in an everlasting spring 4 video box proiettano alcune immagini botaniche e al visitatore che si trova in mezzo sembrerà letteralmente di essere in un giardino.

La parte che però ho preferito è il “Navigatore Lineare”: uno schermo montato su un binario, che scorre su uno sfondo “virtuale” simile a quello dei dipinti di Castiglione; fermandosi emergono alcuni dei soggetti dei dipinti – il pittore missionario era famoso per la sua bravura nel ritrarre gli animali – in tutta il loro splendore. Il navigatore è stato sviluppato dal professor Jeffrey Shaw della Scuola di Media Creativi nella City University di Hong Kong e non solo permette di ingrandire i dettagli ma anche di rispettare il formato classico cinese: infatti molte delle opere cinese erano realizzate su rotoli.

Gli animali sono ancora protagonisti nell’ultima sala, dedicata ai più piccoli ma che piacerà sicuramente anche ai grandi: alcuni degli animali dipinti da Castiglione – il leone, la leopardessa, il cane a pelo lungo, il lemure e il capriolo – sono protagonisti del primo corto di animazione prodotto dal National Palace Museum di Taipei, visibile su YouTube, con una introduzione che ne illustra le fasi della lavorazione. Il corto è molto ben realizzato, ed è al tempo stesso divertente e rispettoso dei disegni originali.

Infine per i visitatori è a disposizione un’app dedicata (per Android e iOs) da usare per orientarsi durante la visita. Per l’occasione è stato anche allestito un mini sito dedicato, dove è possibile approfondire storia e dettagli delle opere esposte.

Info e dettagli

NELLA LINGUA DELL’ALTRO. LANG SHINING NEW MEDIA ART EXHIBITION
GIUSEPPE CASTIGLIONE, GESUITA E PITTORE IN CINA (1715-1766)

31 ottobre 2015 – 31 gennaio 2016

Orario:9.30-17.00

Firenze, Santa Croce, Sale del Memoriale, ingresso Largo Bargellini
Ingresso libero

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