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Ancora ci incontreremo e divideremo e incontreremo ancora,
dove i morti si incontrano sulle labbra dei vivi

Yet meet we shall, and part, and meet again
Where dead men meet, on the lips of the living men
(versi di Samuel Butler sul cartello posto all’inizio del percorso)

Durante il fine settimana come avrete capito dai miei tweet ho assistito a una visita sperimentale al parco archeologico di Baratti e Populonia: si tratta di Nostoi, la performance di archeologia narrante di cui vi avevo parlato in un post precedente, che si è svolta nella necropoli di San Cerbone.

Nostoi
Uno dei ricevitori utilizzati dal pubblico

Si tratta di un progetto che fa parte dell’Anno dell’Archeologia della Regione Toscana. Non è una visita didattica, anche si imparano molte cose sugli Etruschi e in particolare sull’antica Populonia. Non è nemmeno una performance teatrale vera e propria, ma piuttosto un tentativo di dare voce al sito archeologico tramite le arti performative.

Se tutto questo vi sembra poco chiaro è perché in effetti si tratta di un approccio inedito alle visite archeologiche: per dirlo in modo semplice in pratica noi visitatori siamo invitati a seguire delle guide, che ci condurranno passo passo alla scoperta della necropoli.

Non si tratta però delle classiche guide che ci spiegano i dettagli di un parco o di un museo, bensì di un gruppo di giovani performer italiani e tunisini che hanno creato un percorso molto suggestivo, al termine di un cantiere creativo che si è esteso attraverso il mediterraneo.

Nostoi
Con molta curiosità in una bellissima giornata di primavera, ci siamo quindi avviati alla scoperta della necropoli di San Cerbone, in un’atmosfera molto particolare, come se il tempo fosse sospeso.

“Aspettate, contemplare le rovine non equivale a fare un viaggio nella storia ma a fare esperienza del tempo, e qui significa fare esperienza del tempo puro. Riguardo al passato, la storia è troppo ricca, troppo molteplice e troppo profonda per ridursi al segno di pietra che ne è emerso.”

Nostoi Guida

Nostoi
La nostra guida ci invita a seguirla all’interno della necropoli di San Cerbone

Indossando delle cuffie e un ricevitore – di quelli che si usano anche per le audioguide – si ascolta una voce narrante, che recita un testo scritto appositamente per la visita. Qua e là nel parco si scorgono figure immobili, che osservano il sito (o i visitatori?) da vari punti di osservazione. La voce intanto evoca la storia di Populonia, arricchendo il racconto con con suggestioni e spunti poetici ma anche domande:

“Secondo te perché la gente visita un sito archeologico?” ci chiede una delle nostre guide che ci condue nella discesa all’interno della necropoli di Populonia “Per vedere se erano uguali a noi. Per cercare tracce di vita quotidiana. (…) Sì, penso in realtà che ci sia una curiosità come quando uno entra in casa d’altri.”

Nostoi

Nostoi

Nonostante si tratti di una visita di gruppo le cuffie creano un’esperienza immersiva – a tratti straniante – e decisamente individuale. Come si legge anche nel libretto che accompagna la visita ci si sente sospesi “tra l’incerta e tenace presenza dell’oggi e le molteplici immagini del passato”.

Nostoi_Guida_2

Così in modo poetico e suggestivo ogni visitatore diventa un moderno Ulisse, intento a svelare i segreti dell’Ade : in fondo una delle ispirazioni principali di Nostoi è la nekyia, il rito che Ulisse compie per carpire i segreti del mondo dei morti, così da poter tornare a Itaca – Nostoi significa letteralmente “ritorno”. Del resto gli etruschi conoscevano bene i racconti epici e mitologici che provenivano dalla Grecia e circolavano in tutto il Mediterraneo.

Nostoi
Alcuni degli artisti, dislocati sui vari punti di osservazione. Presenze surreali che appaiono silenziosamente lungo il nostro percorso.

La storia di Populonia, affacciata sul Tirreno – che dagli Etruschi, noti anche come Tirreni, prende il nome – ci parla proprio di viaggi e di scambi, di incontri e di scontri, attraverso un Mare Nostrum che è da sempre teatro di mille storie. Così la nostra guida ci ricorda che dal mare, dall’Elba, arrivava l’ematite da cui gli etruschi estraevano il ferro, così come fu lo stesso mare ad unire Etruschi, Fenici, Greci, Sardi: per i commerci, per la circolazione del sapere ma anche per le guerre. Nel nostro percorso tutto questo è evocato da antichi proiettili e navi immaginarie disseminati in punti strategici.

Il nostro cammino si conclude presso la magnifica Tomba dei Carri, appartenuta a una famiglia di principi guerrieri. Un attimo di contemplazione – e per chi non soffre di claustrofobia la possibilità di entrare nella tomba completamente soli – e un ultimo sguardo verso il mare, prima di lasciarci alle spalle la necropoli.

Nostoi
Le “ghiande” o proiettili utilizzati dai Greci, rimasti qui dopo l’attacco di Populonia del II sec. a.C. I proiettili recavano spesso insulti per i nemici.

Ma il viaggio di Nostoi non finisce qui: l’esperienza si ripete a Cartagine Byrsa il 16 e 17 Maggio. Un’esperienza tanto più importante oggi, all’indomani dell’attacco al Museo Bardo, visto che questo progetto rappresenta un bell’esempio di dialogo tra le due sponde del Mediterraneo. Un esperimento che a questo punto ci piacerebbe vedere ripetuto altrove, perché le storie da raccontare non mancano certo nei tanti siti archeologici sparsi sulle rive del Mare Nostrum.

Dettagli

Nostoi – Storie di ritorni e di esodi
Visita sperimentale, necropoli di San Cerbone, 28 e 29 Marzo 2015

Direttore artistico: Michael Marmarinos

Sito ufficiale: www.nostoi.eu – Facebook: nostoieuTwitter:  nostoieu

 

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