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Dopo aver visitato il castello, scendendo nuovamente da viale D’Annunzio e girando in via Rastello si incontra la statua di Carlo Michelstaedter, filosofo goriziano morto suicida a soli 23 anni e uno dei cittadini più illustri della città – la statua fa parte dell’itinerario ebraico di Gorizia.

Da qui parte via Rastello: si tratta della più antica via della città, che deve il suo nome al “rastello”, cioé il cancello che chiudeva la sua estremità, separando la città dalla campagna. Percorrendo tutta via Rastello troverete piazza della Vittoria, il cuore del centro storico di Gorizia.

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Nella piazza vedrete subito l’imponente chiesa di Sant’Ignazio, con la sua elegante facciata e le cupole che la sovrastano, rappresenta bene l’anima di questa città a metà tra italia e mitteleuropa.

Dall’altra parte della piazza invece vedrete molti edifici storici, che con i loro balconi e le porte elaboratissime documentano bene l’antica eleganza di questa città.

Piazze e Palazzi

Non lontano da Piazza Vittoria potrete ammirare un’altra piazza molto particolare: si tratta di piazza Sant’Antonio, con il suo porticato dalle proporzioni perfette: una volta questo era il chiostro di un convento che secondo la leggenda era stato fondato dallo stesso Sant’Antonio.

Chiesa di sant'Antonio - Gorizia (1)

Oggi la piazza è abbellita anche da alcune dimore signorili tra i quali il Palazzo Lantieri, uno dei più antichi e prestigiosi di Gorizia: il nucleo di questa costruzione è medievale mentre il resto è cinquecentesco con influenze veneziane. In passato le mura di questa costruzione delimitavano l’ingresso Sud-Est della città. Il palazzo e i suoi bellissimi giardini sono visitabili su richiesta e fanno parte del Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia; qui hanno soggiornato tanti personaggi famosi, da Goethe a Goldoni a Casanova, e oggi è possibile per chiunque prenotare una camera o una suite all’interno del palazzo che è anche una struttura ricettiva (dettagli sul sito ufficiale).

Prima di lasciare piazza Sant’Antonio vi consiglio di osservare con attenzione le panchine in marmo situate ai margini: ognuna ha un’incisione poetica sul bordo, un dettaglio veramente insolito.

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Sempre nella stessa area del centro consiglio di passare anche dal Palazzo del Monte di Pietà, che oggi ospita la sede della Cassa di Risparmio di Gorizia e dell’omonima Fondazione: non solo il palazzo è un altro esempio dell’architettura raffinata di questa città, ma qui vengono ospitate delle bellissime mostre: in questo periodo e fino al 28 Ottobre (2012) vi consiglio l’esposizione Il tempo sospeso che ripercorre la storia dello stesso Monte di Pietà e in un certo senso della città stessa attraverso 3700 pezzi tra oggetti e documenti.

Proseguendo oltre piazza Vittoria, lungo via Carducci fino a piazza de Amicis è possibile ammirare un altro stupendo edificio: il palazzo Attems Petzenstein, un’antica dimora nobiliare che oggi ospita i Musei Provinciali.

Qui è conservata un’importante collezione di dipinti del 700 veneto, ma anche molte opere di artisti locali del ‘900 tra i quali Vittorio Bolaffio e Italico Brass. Inoltre qui sono spesso organizzate mostre di alto livello.

Oltre il centro, verso confine e Nova Gorica

Per concludere vi propongo un’ultima tappa: non si tratta strettamente di una destinazione del centro, ma è sicuramente una tappa “storica”.

Infatti proseguendo oltre piazza de Amicis lungo via del Monte Santo – o meglio prendendo un bus perché si tratta di una camminata abbastanza lunga – si può arrivare fino a piazza della Transalpina, dove è situato il confine Italo Sloveno: qui nel dopoguerra fu tracciato il confine di stato che di fatto tagliò in due la provincia e la città di Gorizia, lasciando in territorio sloveno anche la vecchia stazione di Gorizia Montesanto. Dall’altra parte del confine sorse Nova Gorica che fino al 2004 era divisa dalla sua controparte italiana: oggi il confine è aperto e visitabile, la stazione ferroviaria in territorio Sloveno è aperta su entrambi i lati – dopo decenni nei quali era aperta dal solo lato Sloveno. Nella piazza si può vedere una targa che indica il confine, e basta un solo passo per essere in un altro paese.

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Mappa


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Crediti immagini

  1. La chiesa di Sant’Ignazio
  2. Piazza Sant’Antonio (fonte: Wikimedia Commons)
  3. Dettaglio di una delle panchine di piazza Sant’Antonio
  4. Facciata del palazzo Attems Petzenstein
  5. Il confine Italo-Sloveno in piazza Transalpina

Foto 1,2,4,5 di Caterina Chimenti, licenza CC

 

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