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Come sapete sono una grande appassionata di carnet di viaggio, per questo quando mi sono imbattuta in A piedi a Roma di Clara Coppini e Massimo Dalla Torre (Terre di Mezzo editore) non ho potuto fare a meno di dedicare un post a questo libro. Se non conoscete questo editore vi consiglio di andare a consultare il catalogo online che contiene molti titoli dedicati al turismo slow e un’intera collana di testi e guide sul turismo responsabile.

Un po’ carnet illustrato un po’ diario di viaggio questo libro raccoglie le esperienze di un pellegrinaggio a piedi lungo un tratto della via Francigena che i due autori hanno percorso a piedi, documentando questo viaggio non solo con le parole ma anche con bellissimi disegni.

Il percorso quindi si anima grazie a mappe disegnate a mano, ma anche scorci caratterstici di piccoli centri (Oulx, Fiorenzuola, Pontremoli) e monumenti celebri (Piazza dell’Anfiteatro a Lucca, lo skyline di San Gimignano, la torre del Mangia a Siena). Si tratta di schizzi ad acquarello, appunti visivi che fermano un attimo o un’impressione: grazie alla bravura dei due autori si riesce a respirare l’atmosfera dei luoghi visitati.

Il pellegrinaggio si è svolto nel 2005, è durato ben 38 giorni e si è articolato lungo il tratto italiano della Francigena: da Montgnèvre a Roma.

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Lungo il percorso Clara e Massimo hanno soggiornato in varie strutture (conventi, parrocchiali) destinate all’accoglienza dei pellegrini; si accede a questo tipo di ospitalità presentando le proprie “credenziali”: si tratta di una sorta di “carta d’identità” che identifica il pellegrino e lo distingue da altri viaggiatori, sulla quale vengono apposti i timbri delle strutture ospitanti. Le credenziali possono essere richieste a vari enti e associazioni, tra cui AEVF (Associazione Europea Vie Francigene).

Abbiamo chiesto a Clara Coppini e Massimo Dalla Torre qualche domanda riguardo l’esperienza di un così lungo viaggio a piedi:

  • 412Come è nata l’idea di percorrere a piedi una parte della via Francigena? E di raccontarlo per immagini?
    L’anno precedente avevano raggiunto a piedi Santiago di Compostela  partendo da Sant Jean Pied de Port; quello è stato il nostro primo cammino, pensato e desiderato fino dagli anni dell’università, ovvero da quando ci siamo conosciuti nella Facoltà di Architettura di Firenze, e per i più vari  motivi rimandato fino al 2004.
    Avevamo portato con noi una piccola scatola di colori per segnare il percorso giornaliero compiuto su delle carte da noi disegnate ed acquerellate prima della partenza; c’era anche l’intenzione di fare qualche acquarello durante il lungo cammino, ma era impensabile che disegnare potesse diventare un momento della giornata così fortemente legato al percorrere a piedi il tratto quotidiano, quasi un’esigenza come quella di mangiare, bere, riposare. Nella straordinaria condizione di totale equilibrio nella quale ci siamo trovati a vivere durante il lento avvicinarsi alla meta di Santiago di Compostela, il disegno è divenuto per entrambi, anche in conseguenza della nostra formazione culturale, un mezzo espressivo spontaneo, naturale, immediato, per cogliere e fissare veloci impressioni di luoghi attraversati, affidando poi a queste immagini il ricordo delle nostre emozioni e riviverle una volta tornati a casa. “Finestre” aperte sulla memoria, quindi,  immagini disegnate per noi stessi, per trattenere il ricordo dell’esperienza straordinaria e coinvolgente vissuta.
    Esperienza che ci ha portato l’anno successivo a sentire fortemente la voglia di indossare di nuovo i nostri piccoli zaini e di raggiungere Roma seguendo la via Francigena. Naturale conseguenza è stato portare con noi pennelli e colori.
  • Qual è stata la tappa che vi ha maggiormente colpito?
    E’ difficile, anzi forse impossibile, individuare nel susseguirsi dei trentotto giorni trascorsi andando a piedi a Roma quale tappa del cammino abbia impresso un ricordo più forte. Possiamo dire che tutte ci hanno “maggiormente colpito” perché ciascuna è unica, irripetibile, ed indispensabile al compimento del cammino: a volte ha  prevalso la bellezza del paesaggio o dei centri attraversati, altre volte gli incontri, altre volte la fatica e le difficoltà; ma tutto è sempre presente in un giorno trascorso sulla strada, ed è questo “tutto” che aiuta ad andare avanti, comunque, con serenità e tranquillità.
  • Qual è il ricordo più bello di questo viaggio?
    Camminare sulla Francigena ci ha permesso di osservare e conoscere una buona parte d’Italia da un punto di vista davvero particolare: quello del viandante, che si muove con lentezza immerso  in tutto ciò che lo circonda, apprezzando le cose semplici della vita quotidiana; e tra queste la ricchezza degli incontri che accadono, l’aiuto e l’accoglienza spontanea che si riceve; la fiducia nel prossimo e nel positivo svolgersi della giornata.
  • Quali difficoltà avete incontrato durante il vostro viaggio? Come avete scelto le tappe ed i luoghi dove soggiornare?
    Quanto vissuto durante il cammino è stato annotato quotidianamente con semplicità e verità nel nostro diario, ora pubblicato assieme ad una selezione di schizzi acquerellati, oltre alle mappe disegnate del percorso, nel libro A piedi a Roma edito da Terre di Mezzo. Rimandiamo, pertanto, alla lettura di tali appunti giornalieri per avere un’idea di quelle che sono state le nostre “difficoltà” incontrate durante il cammino per Roma, ma anche con quale spirito “ottimista” sono state da noi vissute.
    Per quanto riguarda la scelta delle tappe e dei luoghi dove soggiornare ci siamo appoggiati soprattutto alle informazioni contenute nella Guida alla via Francigena – i libri di Terre di Mezzo -  allora da poco pubblicata.
    Preme ricordare che nel 2005 erano ancora pochi i pellegrini che percorrevano questa via per Roma: il tracciato non era ancora ben definito e l’ospitalità, affidata al volontariato, non era certa in tutte le tappe. Da allora la situazione è notevolmente migliorata, in quanto oggi la via Francigena è una realtà riconosciuta per il suo valore storico-religioso-culturale.
  • Cosa consigliate ai viaggiatori che desiderano fare un’esperienza simile alla vostra?
    Niente in particolare. E’ sufficiente mettere dentro lo zaino solo l’essenziale, indossare un paio di scarpe “supercollaudate”, procurarsi un bastone per sostenersi lungo il cammino, dotarsi di una guida pratica, chiudere alle spalle la porta di casa, ed aprirsi con fiducia all’esperienza del cammino.
    A tutti quelli che sentono la necessità di partire a piedi verso “la propria meta” diciamo con affetto: BUEN CAMINO PEREGRINO, così come vengono salutati i pellegrini che vanno a Santiago.

Dettagli

Clara Coppini, Massimo dalla Torre
A piedi a Roma
Terre di Mezzo, 2012
ISBN 978-88-6189-170-8

Crediti immagini

  1. Copertina del libro, courtesy of Terre di Mezzo
  2. Paesaggio lungo la via Francigena, nei pressi di Montaione, foto di C. Chimenti
  3. Clara Coppini e Massimo Dalla Torre
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One thought on “Un libro e un’intervista: a piedi a Roma

  1. Buongiorno,
    La contatto per segnalare una struttura ricettiva posta su un tratto vero e storicamente documentato della Via Francigena, a Bolsena (Vt) a 100 Km da Roma e 170 Km da Firenze, si chiama Ostello Ristoro Gazzetta.
    Proponiamo la possibilità di dormire a € 12,00 a notte e pasti completi da € 13,00, realizzati da un cuoco con esperienza decennale.
    Scusatemi se vi ho contattato per fini “commerciali”, aggiungo che la struttura è gestita da una cooperativa sociale, impegnata nell’inserimento lavorativo di persone disabili e svantaggiate.
    Se avrete la disponibilità vostra di segnalare la nostra iniziativa e la possibilità di metterci in contatto anche con altre realtà impegnate nella valorizzazione storica e culturale della Via Francigena, ve ne saremmo realmente grati.
    Cordiali saluti.

    Il responsabile Mauro Adami tel. 3357383702

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