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In genere dopo un viaggio i miei post si concentrano su consigli pratici per visitare e vivere al meglio un luogo e un territorio. In questo caso però i miei 5 giorni a Istanbul sono stati veramente densi, ed è difficile descrivere brevemente una città così debordante limitandosi alle indicazioni pratiche. Per questo mi sono concessa un post un po’ più personale e legato alle impressioni e alle emozioni che questo viaggio è riuscito a suscitare.

Un té alla mela e sullo sfondo il BosforoPremetto che questo era un viaggio desiderato da tempo, che però per vari motivi avevo sempre rimandato: inevitabilmente quindi avevo molte aspettative riguardo a questa città, molte – me ne sono resa conto solo una volta arrivata lì – costruite in base all’immaginario occidentale su Istanbul, alle suggestioni che provengono da secoli di descrizioni letterarie, di quadri orientalisti e di film ambientati sulle rive del Bosforo. E la cosa bella di Istanbul è che quando arrivi la città è molto meglio di così, e sa catturarti comunque anche se non è così “pittoresca” come ti aspettavi. 

Gli scorci degni di un quadro ottocentesco e le meraviglie architettoniche che devono aver impressionato i viaggiatori europei dei secoli passati sicuramente esistono ancora (ma meno di quelli che pensate), così come i bazaar e tutto il resto di cui avete letto in giro: ma basta poco per capire che Istanbul è anche molto di più, una capitale moderna, giovane, pulita, organizzata (mica è semplice far spostare ogni giorno 12 milioni di persone!) con musei e monumenti curati e persone gentili e cortesi che si fanno in quattro per aiutare gli stranieri un po’ smarriti tra tante informazioni in una lingua che non conoscono. Insomma, per me girare per le strade di Istanbul è stato un piacere, cosa che non posso dire di altre grandi città del mondo (soprattutto italiane), e mai una volta mi sono sentita “persa”. 

Sinceramente ho rimpianto di avere solo 5 giorni a disposizione per visitare Istanbul, perché in un tempo così ristretto bisogna fare delle scelte e rinunciare a qualcosa, però sono ripartita per l’Italia con il fermo proposito di tornare in questa città che sinceramente mi ha conquistato il cuore.

 

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