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Coincidenze: dopo aver pubblicato il post sul mio “lento” viaggio in treno da Sydney a Melbourne, sfogliando l’edizione del Sabato di The Age ho trovato un articolo interessante sullo stesso tema.

L’articolo (pubblicato sulla rubrica Phileas a cura di Andrew Stephens) riprende una notizia di qualche tempo fa: una ragazza del Galles che ha deciso di recarsi a Brisbane viaggiando solo via treno e nave, per limitare l’emissione di gas serra (il viaggio è descritto sul suo blog). Viaggiando in questo modo si ridurrebbero le emissioni di anidride carbonica da 5.2 tonnellate ad appena 1.65. Tempo stimato per il viaggio in aereo: circa 22 ore; tempo necessario per lo stesso viaggio via terra/mare: 6 settimane.

Non ho idea di quanto sia difficile viaggiare in questo modo: sicuramente non è riposante, ma è certamente molto più interessante. E più degno di essere chiamato viaggio.

Viaggiare in treno (o in nave) significa vivere il tempo del viaggio in modo più consapevole e riflessivo; la lentezza del treno in particolare invita a riflettere e a guardare dal finestrino un mondo a 3 dimensioni, mentre il mondo visto dall’aereo è inevitabilmente a 2 dimensioni, piatto e un po’ monotono. In effetti i finestrini minuscoli dell’aereo mi hanno sempre fatto pensare allo schermo delle vecchie televisioni di una volta, mentre i larghi finestrini del treno ricordano lo schermo del cinema.

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