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Sydney è spesso la prima tappa di ogni viaggiatore che arriva in Australia. Ed è una bella accoglienza. Si tratta in tutto e per tutto di una città che accoglie il viaggiatore o il turista e lo coccola in tutti i modi possibili, anche se per questo si fa pagare. Nonostante sia conosciuta per essere la città più cara del continente, resta comunque abbordabile per un europeo, ammesso di non voler alloggiare in alberghi a 5 stelle e mangiare nei migliori ristoranti, ovviamente. Ma quello non è propriamente viaggiare.

Sydney, Opera House

Arrivare qui come backpackers significa trovarsi in mezzo a un fiume di gente che sta viaggiando nello stesso modo. E tutto questo è un gran business, un po’ ovunque si trovano offerte per backpackers, ostelli economici anche se dall’aspetto dubbio e pasti a buon mercato, soprattutto nella locale Chinatown (ma questo credo sia un classico di ogni grande città). In compenso cercando un po’ si trovano anche delle piccole perle, ad esempio l’ostello situato dietro la stazione, il Railway Square, che in pochi conoscono perché la sua fama è oscurata dai famosi Wake-up e Central. Eppure si tratta di un posto degno di nota, non tanto per i prezzi, allineati sugli standard nazionali, ma per la struttura.
Situato in un’ala completamente restaurata della vecchia stazione centrale, il Railway Square mantiene la struttura originale del vecchio edificio, con le travi in legno, e ha persino ricostruito la sezione dedicata alla consegna dei pacchi trasformandola in un bar (non a caso l’edificio accanto oggi occupato da un Hotel di lusso, era l’ufficio postale). La vera chicca sono però i dormitori, alcuni dei quali ricavati in ricostruzioni di vecchie carrozze ferroviarie del primo novecento, e posti su dei binari, lasciati intatti.

Railway Square Hostel, Sydney

Per il resto Sydney mi ha accolta con tutta l’energia del sole di fine estate, con giornate bellissime che mi hanno permesso di ammirare questa metropoli incredibilmente affascinante.

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